Gli spazi educativi

Due sono i criteri da utilizzare nel predisporre gli spazi in un nido d’infanzia: lo spazio deve promuovere l’appartenenza e la conoscenza.

L’appartenenza

Se l’abitare può essere inteso come “espressione dell’essere” l’ambiente fisico deve essere pensato come ambiente psichico: per questo nel creare degli spazi per i bambini abbiamo realizzato un ambiente facilitante, esteticamente armonioso ed affettivamente significativo, che sia contenente e nello stesso tempo proponente.

Nei primi anni di vita il bambino agisce immediatamente sulle cose: è attraverso il suo agire che conosce o riconosce ciò che lo circonda.

Un ambiente conosciuto, agito, permette al bambino di sentirsi sicuro, come appartenente a sé e a percepirlo come territorio dove sentirsi tutelato e protetto, dove poter osare un movimento libero o una sperimentazione.

I bambini in questa fascia d’età hanno un approccio sensoriale allo spazio: per loro assumono una particolare importanza i colori, gli odori, le altezze, la luce, il buio, lo spazio vuoto o pieno, i suoni.

La conoscenza

Se nei primi mesi di vita il bambino vive gli oggetti con un alto grado di indifferenziazione il loro incontro procura comunque sensazioni e percezioni che nel tempo vengono organizzate.

Queste percezioni a loro volta guidano l’azione del bambino sugli oggetti e sull’ambiente in un dinamismo a spirale che lo conduce dall’esperienza di oggetti e azioni nell’uso del corpo e dell’ambiente, alla percezione cognitiva e rappresentativa.

Per questo motivo la progettazione degli spazi (non aule ma spazi educativi) e degli oggetti nel nostro nido facilita per il bambino la

conoscenza del proprio corpo e di ciò che si può fare con esso.

La scoperta delle proprietà materiali e funzionali degli oggetti amplia ulteriormente la possibilità di conoscenza.


Dott.ssa Cioli Donatella